Oilwineitaly: Salento rurale, in mezzo a Manduria, Grottaglie fino a Taranto, c’è un angolo di Salento da scoprire.

Salento rurale

In mezzo a Manduria, Grottaglie fino a Taranto, c’è un angolo di Salento da scoprire. Tra palazzi barocchi, botteghe artigiane e resort

La Puglia è la sua geografia. Una geografia che racchiude al suo interno barocco e romanico, dialetti, lingue e popoli diversi. Quasi a metà strada tra il Gargano e l’estrema propaggine che si tuffa nel Mar Adriatico, c’è un territorio che profuma dell’aroma del vino, si colora dei toni intensi dei tramonti. Paesaggi molto diversi, borghi in pianura e in collina, attraversando da parte a parte le tre province di Taranto, Brindisi e Lecce.

Manduria,  Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe: nomi poco noti nei circuiti turistici tradizionali. Il Salento rurale si inizia a conoscere seguendo i tratturi e i muretti a secco, osservando pagghiàre e làmie. Si parte da Manduria, cittadina ricca di aneddoti e leggende, come quelle di valorosi guerrieri come Archidamo e Annibale. Il primo, re di Sparta caduto in battaglia, si dice sia sepolto nei pressi delle mura megalitiche che cingono ancora oggi la città. Annibale, invece, è legato all’emblema di Manduria, il Fonte Pliniano, situato all’interno del grande complesso del Parco Archeologico. In città si incontrano inaspettate scoperte: sontuosi edifici, o eccentrici monumenti. È il caso del Calvario, eclettica trasposizione barocca della passione di Cristo: un’opera d’arte a cielo aperto, pazientemente realizzata a metà Ottocento da Giuseppe Renato Greco con cocci di pregio, conchiglie, maioliche, frammenti di vetro e porcellana.

Da visitare il Museo della civiltà del vino Primitivo: nelle antiche cisterne ipogee del Consorzio Produttori Vini dove, tra attrezzi agricoli e complementi d’arredo originali, si possono gustare i vini: Madrigale, Memoria, Lirica, Elegia e il Primitivo di Manduria. A pochi chilometri da Manduria, nel piccolo centro di Sava, si può partecipare ai tour guidati e alle degustazioni della storica Vinicola Savese. Qui si potranno vedere le fasi di imbottigliamento e di invecchiamento in “capasoni”, i caratteristici contenitori in terracotta smaltata, fautori dell’aroma pieno de Il Sava 2007, un prodotto pluripremiato, inserito nella Guida di Slow Wine. Per il souvenir più autentico: Enoteche di Puglia, che seleziona i migliori rossi, bianchi e rosati, Cannaturìe, golosa bottega dei sapori come fichi caramellati, liquori e mandorle ricce.

La tradizione culinaria di queste zone risiede nei piatti sontuosi fatti con pochi e freschi ingredienti, trasformando la povertà in una dote. L’emblema della tradizione culinaria di questa cucina è la frisella da condire con pomodoro, un filo d’olio extravergine, sale e origano. Per evocare le atmosfere estive, il libro Una frisella sul mare – Canzoni, ricordi e ricette da spiaggia, è una via di mezzo tra ricettario, nostalgico album di foto e prontuario musicale per falò sulla spiaggia.

Alla fattoria “Il Noce” (a pochi chilometri dal centro abitato di Manduria) da anni ci si riappropria della terra e delle colture tipiche, per produrre il pane, le conserve, i dolci e i distillati. Anche Giusy e Federica, le due anime del progetto Orwell – literary pub, gourmanderie nel centro storico di Manduria reinterpretano al cucina regionale. Qui la passione per la lettura reinventa le pietanze della tradizione in chiave raffinata. Atmosfera inedita al ristorante La Forchetta d’Argento nell’incantevole scorcio di Palazzo Corcioli Giannuzzi (uno degli angoli più suggestivi di Manduria). Mentre La Corte dei Vescovi è un ristorante situato in una antica masseria poco fuori dal centro abitato, che oggi propone gustose particolarità, come melanzane con grano pestato, maccheroni al primitivo e tiramisù alla birra, mentre per una cena tra le stradine di Avetrana è tappa obbligata Osteria del Sud e Terre Lontane.

http://www.oilwineitaly.com/it/6-vini-pregiati-italiani

Vigneto-oliveto-Puglia

 

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