Oilwineitaly news da Boston: infarto la dieta sana allunga la vita.

Secondo uno studio condotto da ricercatori americani adottare una dieta sana dopo un infarto riduce sensibilmente il rischio di morte.

BOSTON – Com’è ampiamente noto e scientificamente dimostrato, le malattie dell’apparato cardiovascolare rappresentano la principale causa di morte nei paesi industrializzati, laddove stili di vita scorretti, sedentarietà, vizio del fumo e dell’alcol, consumo eccessivo di carni rosse ed insaccati giocano un ruolo fondamentale nell’innescare infarti ed ictus. Quando purtroppo avviene l’evento drammatico, e fortunatamente se ne sopravvive, moltissime persone cominciano ad adottare stili di vita più equilibrati eliminando il fumo e simili. Ma quanto incide una dieta corretta e salutare dopo aver avuto un infarto in termini di sopravvivenza? Lo hanno determinato ricercatori americani della prestigiosa Harvard School of Public Health presso l’Università di Harvard (Boston), che hanno seguito per un lungo follow-up oltre 4 mila ex pazienti colpiti da infarto (sia uomini che donne), suddivisi in due gruppi principali: chi aveva deciso di modificare il proprio regime alimentare, con uno più salutare, e chi invece aveva continuato ad alimentarsi come sempre. I volontari, durante la fase di test, hanno compilato questionari realizzati ad hoc sulle abitudini alimentari. Al termine dello studio ne sono deceduti circa mille e gli studiosi hanno estrapolato un dato statistico piuttosto interessante ed anche abbastanza atteso: chi aveva deciso di alimentarsi in maniera più salubre, infatti, aveva un maggior tasso di sopravvivenza, quantificabile tra il 30% ed il 40% in più rispetto a chi aveva mantenuto un regime alimentare non corretto. Regina della salute, come ampiamente dimostrato da altri studi, è la nostrana dieta mediterranea, modello alimentare ricco di frutta, verdura e pesce, ma soprattutto contraddistinta dall’uso di olio di oliva extravergine al posto dei grassi animali, il fattore che determina negli USA la maggior incidenza di malattie cardiovascolari. E’ considerata così importante per la salute che nel 2010, su proposta fatta all’UNESCO dall’Italia nel 2008, è rientrata nei cosiddetti patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Non va inoltre sottovalutato il consumo moderato ed occasionale di vino, anch’esso possibile alleato dell’apparato cardiocircolatorio grazie agli antiossidanti ed in particolare al resveratrolo. I dettagli dell’interessante ricerca americana, che ha accostato i benefici della dieta sana a quelli di un intervento farmacologico per abbassare il colesterolo, sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Jama Internal Medicine.

DietaMediterranea

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