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Regali Natalizi: cesto enogastronomico idea economica e sempre vincente!

Torino- Da una analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2013” di Deloitte emerge che ogni famiglia può spendere al massimo 171 euro per i regali natalizi. Con oggi sono iniziate le settimane di shopping per le feste in tutte le città italiane.

Il dato confortante è che più di sei italiani su dieci continua la Coldiretti – spenderà il proprio budget di Natale preferendo acquistare prodotti Made in Italy anche per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro in una difficile momento di difficoltà che sta portando alla chiusura di molte imprese e alla perdita di occupazione.

Visto che siamo in periodo di crisi bisogna partire dall’avere un’idea chiara ed essere organizzati, per questo è sempre utile fare una lista delle persone alle quali vogliamo fare un regalo di natale e cercare di capire cosa desiderano, ed annotare cosi i possibili regali apprezzati e poi avere il tempo di scegliere quello più adeguato in base anche alla propria disponibilità economica e magari usufruendo di sconti tramite l’utilizzo del comodo e conveniente portale web www.oilwineitaly.com

 

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La dieta mediterranea fa supera di parecchio il limite medio della vita delle donne .

La dieta mediterranea è caratterizzata da un notevole consumo di frutta, verdura, legumi e pesce e da un ridotto consumo di carne rossa il che si traduce in una prevalenza di grassi insaturi, cosiddetti “buoni”, rispetto a quelli polinsaturi.

Un recente studio ha scoperto che le donne adulte che seguono una dieta mediterranea possono vivere e mantenersi in salute più a lungo.
La dottoressa Cecilia Samieri, a capo del gruppo di scienziati che ha condotto lo studio, ha dichiarato che le donne che seguono una dieta mediterranea vedono aumentare del 40% la probabilità di vivere oltre i settantanni ed di tenere lontano da sè le malattie croniche ed i disturbi funzionali che colpiscono la capacità di pensiero.
Lo studio è pubblicato sulla rivista specializzata Annals of Internal Medicine ed è stato finanziato dall’U.S. National Cancer Institute and the U.S. National Institutes of Health.
Gli scienziati hanno preso in esame i comportamenti alimentari e le condizioni cliniche di ben diecimila donne, che nel biennio 1984/1986 avevano età compresa tra i cinquanta ed i sessantanni e che non avevano ancora manifestato ancora alcun segno di disturbo o malattia cronica.
Dopo quindici anni sono stati raccolti nuovamente i dati su alimentazione e stato di salute ed è stata effettuata l’analisi.
Sebbene questo studio non abbia preso in considerazione il sesso maschile, altri studi precedenti che hanno analizzato la correlazione tra alimentazione e invecchiamento non hanno riscontrato differenze tra i sessi, per cui si può ragionevolmente pensare che ciò valga anche in questo caso.       Dallo studio è emerso che non c’è un alimento che può essere individuato come più benefico rispetto ad altri, ma ciò che garantisce l’effetto anti-invecchiamento è l’insieme dei comportamenti alimentari che connotano la dieta mediterranea, che è in grado di esaltare le proprietà salutari di ciascun alimento.
Altri studiosi hanno avanzato delle critiche sulla bontà dello studio. In particolare Connie Diekman, direttore dell’University Nutrition dell’Università di Washington ritiene che si tratti di uno studio basato esclusivamente sull’osservazione e che per questo non sia in grado di stabilire una specifica correlazione tra alimentazione ed effetto anti-age.

 

Stile-Vita

Oilwineitaly a Gerenzano, convegno Alzheimer: si combatte anche con il vino

Gerenzano Provincia di Varese  – Seguire i dettami della dieta mediterranea per prevenire e rallentare il declino cognitivo dei malati di Alzheimer e formare il “caregiver”, aiutandolo ad assistere il paziente. E’ quanto è emerso nel convegno organizzato da Villaggio amico.

L’appuntamento si è svolto nei giorni scorsi nella struttura polivalente di via Stazione a Gerenzano, con il titolo “L’alimentazione nella persona con malattia di Alzheimer: prevenzione e cura” promosso da Villaggio amico in occasione della XX Giornata mondiale Alzheimer, che ha coinvolto nutrizionisti, geriatri, psicologi e sociologi, operatori e familiari, per condividere esperienze e far luce sui benefici di una corretta alimentazione negli anziani e nei malati di Alzheimer.

A seguire i lavori, un folto pubblico di operatori specializzati, di familiari e di addetti ai servizi di assistenza. Gli interventi sono stati aperti sottolineando l’importanza del pasto come momento di socializzazione e di condivisione che, pur con caratteristiche diverse, pervade tutte le fasi della vita di una persona, dalla nascita alla vecchiaia.”Per questo – ha specificato Beba Molinari dell’Università di Genova – diventa molto importante che chi si occupa del malato di Alzheimer condivida con lui il momento del pranzo, o della cena, ricreando una normale routine che può essere fondamentale anche per ridimensionare meccanismi negativi come il senso di solitudine e la mancanza di relazionalità”.

Paola Chiambretto, neuropsicologa, coordinatrice del Nucleo Alzheimer di Villaggio amico, ha portato l’esperienza del suo reparto sottolineando proprio l’attenzione particolare che viene dedicata al contesto che si muove attorno al momento del pasto per garantire il mantenimento di un buono stato nutrizionale nell’ospite.

“E’ fondamentale ad esempio – ha spiegato la dottoressa Chiambretto – osservare un timing preciso nel servire i pasti senza creare lunghe pause di attesa. Il paziente Alzheimer ha, infatti, molte difficoltà a stare seduto a tavola per troppo tempo. Elaboriamo menu che siano facilitanti per l’ospite: pasta corta, vellutate di verdura, polpettoni e frittate e piatti che appagano palato e vista grazie a un mix di colori vivaci e di aromi e profumi tradizionali. Cerchiamo anche di creare un’atmosfera rilassata con una musica soffusa che accompagna il momento dei pasti e in qualche modo aiuta anche a scandire i diversi momenti della giornata. Anche la scelta dei posti a tavola gioca un ruolo importante perché la persona si trovi maggiormente a proprio agio. Giuste accortezze e attenzioni personalizzate per evitare quel “Calo ponderale non intenzionale” che può alla lunga portare a malnutrizione”, ha concluso Paola Chiambretto.

I dati riportati durante la mattinata negli interventi dei relatori, basati su ricerche ed esperienze cliniche, hanno evidenziato che certe tipologie di alimenti possono prevenire e rallentare il declino cognitivo. In particolare frutta e verdura, olio di oliva, pesce e cereali, caratterizzano il regime alimentare più idoneo per prevenire e ritardare i sintomi dell’Alzheimer.”Le analisi dietologiche hanno dimostrato, in molti casi, che scarsi consumi di grassi saturi e di vitamina B12 potrebbero suggerire maggiori probabilità di sviluppo di demenze cognitive” é il commento di Eugenia Dozio, dietista nell’Università degli studi dell’Insubria di Varese.”Si fa prevenzione soprattutto fornendo apporti nutrizionali adeguati di tutti i principi nutritivi. La dieta migliore? Quella mediterranea, con consumo di verdure a foglia verde scuro, cavoli, pomodori, pesce azzurro, olio e cereali”, ha concluso la dottoressa Dozio.
Nell’alimentazione in generale e quindi anche in quella della persona anziana il vino ha un ruolo significativo; a volte bandito dalle diete torna infatti sulle tavole di chi vuole migliorare il proprio stato di salute. Senza ovviamente esagerare, studi hanno dimostrato che un bicchiere di vino rosso a pasto non solo fa bene ma ha effetti neuro-protettivi.

Daniele Perotta, dirigente medico presso l’Usd Centro regionale Alzheimer, ha portato in evidenza la possibilità di utilizzare anche gli integratori alimentari per contrastare il decadimento cognitivo.”Nel panorama dei prodotti a disposizione, recentemente è stato commercializzato un integratore innovativo, che contiene tutti gli elementi della dieta mediterranea e aiuta i pazienti a migliorare le loro performance cognitive contribuendo al rallentamento del declino – ha dichiarato il dottor Perotta – Devo dire che nella mia esperienza clinica quotidiana ho registrato riscontri positivi soprattutto nelle prime fasi della malattia”.

“Quando si parla di alimentazione bisogna distinguere tra fragilità nutrizionale e malnutrizione – ha spiegato Alfredo Vanotti, professore in dietetica e Nntrizione nelle Università Statale e Bicocca di Milano – La prima può regredire più facilmente, mentre la malnutrizione potrebbe diventare cronica: è bene quindi intervenire subito. Ma non sempre è facile per chi si occupa di queste persone accorgersi dell’insorgere di un problema. Per questo credo sia molto importante formare i caregiver, aiutarli nel comprendere il fabbisogno della persona e accompagnarla nelle diverse fasi della malattia”. Il concetto di fragilità nutrizionale, la necessità di sensibilizzare gli operatori fornendo loro suggerimenti e consigli per una corretta gestione dell’alimentazione negli anziani e nelle persone più fragili sono i temi di un progetto di formazione-informazione che il professor Vanotti sta conducendo con Auser Lombardia e Università Ludes di Lugano.

I dati emersi nel corso del convegno sottolineano il forte impatto socioeconomico che deriva dalla crescita dei casi di malattia di Alzheimer. Negli Stati Uniti, ad esempio, studi e ricerche hanno calcolato che nel 2050 le persone affette da Alzheimer saranno triplicate rispetto ai 5 milioni di malati attuali e i costi per l’assistenza lieviteranno fino a toccare la cifra di mille miliardi di dollari l’anno. Risulta quindi molto importante, anche per un benessere socio-economico e sanitario, cercare di ritardare e rallentare i processi dell’invecchiamento celebrale.

equinozio-autunno

OILWINEITALY A ROMA: TASTE OF ROME TRE IMPRESE ASSISTITE DA BIC LAZIO AL FESTIVAL ENOGASTONOMICO

ROMA: TASTE OF ROME TRE IMPRESE ASSISTITE DA BIC LAZIO AL FESTIVAL ENOGASTONOMICO

(AGENPARL) – Roma, 26 set – Simploil, Cultìvia e Arken partecipano insieme a “Taste of Rome”, uno dei festival enogastronomici più famosi del mondo, che si tiene dal 26 al 29 settembre a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica. Per quattro giorni il pubblico assaggerà i migliori vini e si delizierà nei migliori ristoranti, incontrando produttori e aziende che offriranno una selezione di prodotti di qualità. Tre start up assistite da BIC Lazio che hanno come comune denominatore la cura dell’ambiente e della salute, nella convinzione che non sia possibile conseguire una eccellenza di prodotto o di servizio senza il rispetto per il territorio nel quale si lavora. Un esempio concreto di quanto sia importante fare rete, lavorando in sinergia per affermarsi ed essere riconosciuti sul mercato nazionale e internazionale. Simploil, gestisce il ciclo di vita degli olii e grassi alimentari dopo il consumo: dalla cucina alla loro completa trasformazione in materie eco compatibili. Propone servizi innovativi, offerti ai produttori di olio alimentare esausto, come ad esempio ai privati nelle loro abitazioni e agli operatori della ristorazione. E’ anche per questo motivo che Simploil raccoglierà gratuitamente gli olii e grassi esausti prodotti dalla ristorazione durante la manifestazione. Nel corso di “Taste of Roma”, Simploil presenterà un nuovo marchio. Il ristoratore, esponendolo, garantirà al consumatore che l’olio di cottura e di frittura usato nelle preparazioni rispetta pienamente i parametri richiesti dalle norme della sicurezza alimentare e ambientale. L’azienda è ospitata presso l’Incubatore BIC Lazio di Colleferro. Cultìvia, è una impresa di Colleferro che promuove il made in Italy: in particolare l’olio, le olive e i prodotti i cui componenti principali provengono da materia prima coltivata e lavorata esclusivamente sul territorio italiano. I prodotti commercializzati da Cultìvia provengono esclusivamente dalle aziende che si impegnano ad adottare il “disciplinare Cultìvia” che regola la produzione e viene applicato a tutti i soggetti della filiera. Per questo, affianca ed assiste le aziende da lei selezionate, durante le fasi produttive. Arken è un’azienda leader in Italia nel settore degli arredi modulari per negozi non food e di accessori, vetrine per esposizione ed elementi d’arredo e manichini. La realizzazione dei prodotti viene studiata e prodotta all’interno degli stabilimenti, facendo molta attenzione alla scelta delle materie prime e alla riduzione delle emissioni e dei consumi.

http://www.agenparl.it/articoli/news/cronaca/20130926-roma-taste-of-rome-tre-imprese-assistite-da-bic-lazio-al-festival-enogastonomico

Vino-Roma

 

Oilwineitaly tumori: alimentazione sbagliata e’ responsabile del 30% dei casi

(AGI) – Roma,  set. – Tre tumori su dieci nel nostro Paese sono causati da un’alimentazione errata. Senza contare l’impatto della sedentarieta’ e, piu’ in generale, di stili di vita nemici dell’organismo. Un problema, riferisce l’Aiom (Associazione italiana di Oncologia Medica), che colpisce anche il Sud Italia, la patria della dieta mediterranea: in Puglia, ad esempio, ogni anno si registrano quasi 15.000 nuove diagnosi di tumore (circa 8.000 uomini e 6.800 donne) e quasi 8.000 decessi, mentre sono oltre 90.000 le persone colpite da una neoplasia. Ancora una volta, quindi, si rivela l’importanza e l’efficacia di alcuni piccoli accorgimenti quotidiani nella prevenzione delle neoplasie. Proprio per approfondire questi aspetti, i massimi oncologi italiani si danno appuntamento venerdi’ 13 settembre a partire dalle 8 presso il Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi) per il Convegno nazionale “Alimentazione, stili di vita e cancro: la parola agli esperti”, patrocinato da Aiom, per una giornata all’insegna della salute che comincia dalla tavola.
“Evidenzieremo che il 25% dei casi di cancro al colon-retto, il 15% di quelli alla mammella e il 10% di quelli alla prostata, pancreas ed endometrio potrebbero essere evitato aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea”, afferma Saverio Cinieri, direttore della Divisione di Oncologia Medica e Breast Unit dell’Asl di Brindisi e presidente del Convegno. Ma un’alimentazione scorretta e’ soltanto uno dei tanti fattori implicati nello sviluppo di un tumore. “Non conta solo cio’ che si mette nel piatto – aggiunge Cinieri -: la dieta mediterranea deve essere interpretato come uno stile di vita in cui contano anche gli orari regolari dei pasti, le quantita’ limitate di cibo, il movimento regolare. Perche’ l’alimentazione rientra nella grande famiglia dei fattori di rischio modificabili in quanto correlati allo stile di vita della persona. Le verdure, per esempio, possono esercitare un’azione protettiva nei confronti del tumore del polmone ma tale beneficio puo’ essere insufficiente se la persona che le consuma regolarmente e’ un accanito fumatore”. Il Convegno sara’ strutturato in cinque sessioni, con l’intervento di oncologi, nutrizionisti e cuochi. “Questa e’ la grande novita’ rispetto agli altri appuntamenti in cui abbiamo affrontato questi argomenti – sottolinea Cinieri -: finalmente sentiamo anche il punto di vista di chi ha a che fare tutti i giorni con cibi e vivande. Nella prima sessione, dedicata al tumore della mammella, Francesco Nacci parlera’ dei prodotti a km zero; la seconda sessione si incentrera’ sugli apparati riproduttivi e le neoplasie della cute; la terza vertera’ su cancro del polmone e colon rettale, con l’intervento di due chef che ci parleranno delle contaminazioni tra le cucine nel mondo; nella quarta un focus su vino e olio, seguito dal tema dell’obesita’, un importante fattore di rischio per molti tipi di tumore; nella quinta parleremo di mass media e alimentazione”. Il Convegno si chiudera’ alle 18 con la relazione di Cinieri “Il cancro della mammella nel 2013: trattamenti innovativi e strategie mirate”, aperta alla cittadinanza. (AGI) .
Stile-Vita

Oilwineitaly: tra spumante e olio il made in Italy vola sulle tavole straniere

Ultimo aggiornamento: 19 agosto

Coldiretti, dal +19% di aumento in valore dello spumante al +16% dell’olio, ma risultati positivi fanno segnare anche i dolci e le conserve di pomodoro (+12 %), la frutta (+11 %) e la pasta (+8%).
Roma, 19 ago. (Labitalia) – Vola il made in Italy sulle tavole straniere con tutti i prodotti simbolo dell’alimentare nazionale che fanno registrare performance sorprendenti nelle esportazioni, in netta controtendenza rispetto alla crisi, dal +19% di aumento in valore dello spumante al +16% dell’olio, ma risultati positivi fanno segnare anche i dolci e le conserve di pomodoro (+12 %), la frutta (+11 %) e la pasta (+8%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi ai primi quattro mesi del 2013 dalla quale si evidenzia che le esportazioni dei prodotti del made in Italy alimentare hanno registrato nell’insieme un incremento dell’8% che spinge l’agroalimentare verso il record storico di 34 miliardi fatturati all’estero durante l’anno.

Tra i principali settori del made in Italy alimentare, il prodotto più esportato – precisa la Coldiretti – è il vino seguito dall’ortofrutta fresca, dalla pasta e dai formaggi. Tra i paesi che apprezzano maggiormente il made in Italy alimentare – continua la Coldiretti – sono aumentate soprattutto le esportazioni dirette in Russia (+10,1%), in Canada e in Giappone (+8,6%) e negli Stati Uniti (+8,3%) fuori dall’Europa ed in Austria (+9,1%), nel Regno Unito (+6,6%) e nei Paesi Bassi (+6,1%) tra i paesi Ue.

La passione degli stranieri per la tavola è confermato dalle indagini sui flussi turistici che evidenziano come sia il vero plus della vacanza made in Italy . L’Italia è infatti leader e nel turismo enogastronomico a livello mondiale con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel belpaese per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti tipici, secondo l’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che è destinata alla tavola ben un terzo (33%) della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia.

Il mangiare e bere è il vero valore aggiunto delle vacanze made in Italy e tra tutti gli elementi della vacanza, dall’alloggio ai trasporti, dai servizi di intrattenimento a quelli culturali, la qualità del cibo in Italia – precisa la Coldiretti – è quella che ottiene il più alto indice di gradimento trai i turisti stranieri e italiani.

Un successo che – conclude la Coldiretti – conferma i primati dell’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm, ha il primato europeo nel numero di aziende biologiche e vanta inoltre ben 4698 i prodotti alimentari tipici presenti sul territorio nazionale che sono ottenuti secondo regole tradizionali, la leadership nei prodotti riconosciuti a livello comunitario con ben 252 denominazioni di origine sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica

http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Dati/Il-made-in-Italy-vola-sulle-tavole-straniere_32505540416.html

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Oilwineitaly: la sessualità maschile, meglio con la dieta mediterranea

Un’alimentazione corretta, senza pesticidi e ricca di antiossidanti, fa bene fertilità maschile e riduce l’insorgere di tumori.

Teggiano. – (Adnkronos) – Una dieta buona, sana e sostenibile, come quella mediterranea, fa bene alla “fertilità maschile, alle dimensioni dei genitali dell’uomo e riduce l’insorgere di tumori”. A riferire le ultime scoperte nel campo dell’alimentazione legata alla salute è Laura Di Renzo, nutrizionista e professoressa della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, intervenuta alla rassegna Incontri Mediterranei dal titolo Dieta Mediterranea: una piramide di passioni – realtà e prospettiva organizzata e ideata da Palazzo 22, società fondata da giornalisti, registi e autori televisivi.

L’allarme della fertilità al maschile “non è solo nazionale ma anche internazionale e arriva dalla comunità scientifca e dalle associazioni medici ed urologici che denunciano una riduzione della capacità di avere figli dovuta all’ambiente e che ricade sull’alimentazione”. Il crollo della fertilità, spiega la nutrizionista, “è legato alla catena alimentare che ci porta, dato un contesto ambientale contaminato, ad assumere quotidianamente interferenti endocrini, fertilizzanti, così detti xenobiotici antropici che noi utilizziamo per le modalità di produzione”.

La risposta al problema, che ”evita il suicidio collettivo dei maschi mondiali”, secondo Di Renzo ”è da cercare nelle produzioni di qualità che compongono il paniere salutare della dieta mediterranea”. Si tratta di quei prodotti che ”vengono tracciati in termini di assenza di pesticidi, di interferenti endocrini e di presenza di nutrienti quali per esempio gli antiossidanti”.

La soluzione, dunque, continua la nutrizionista, ”è un prodotto ricco di antiossidanti e povero di pesticidi e xenobiotici” e la ricetta mediterranea consigliata è: ”un’insalatina di ravanelli e rape rosse, condita con olio extra vergine d’oliva accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso”.

A fine pasto ”un frutto rosso per poi chiudere con un dolce: cioccolato fondente superiore al 70%”. Questo tipo di alimentazione ”darebbe l’opportunità al nostro organismo di aumentare la produzione di ossido nitrico e migliorare l’attivazione del circolo cardiovascolare, dando così una risposta alla potenza maschile”. In conclusione l’esperto consiglia: ”Sostituiamo alla pillola blu un piatto rosso”

 

http://www.oilwineitaly.com/en/8-mediterranean-products

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